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La Storia di Strevi

Lo storico strevese Italo Scovazzi, sostiene che il primo agglomerato urbano di Strevi risale all'epoca romana e trae il nome da "Septem­viri" (un importante collegio sacerdotale romano). Tesi accettabile se si prende in considerazione la posizione del Borgo Inferiore in prossimità della via Emilia Scauri, strada che nel I° secolo A.C. congiungeva Vado Ligure a Tortona. Più romantica, invece, anche se meno attendibile, la versione sostenuta nel 1700 dal poeta tedesco Hans Bart. il quale riteneva che il paese fosse stato fondato da sette fratelli amanti del vino da cui "Septem Ebrii".

In ogni caso, la prima citazione ufficiale di Strevi "Septevro" la troviamo sulla Charta di fondazione dell'Abbazia di S. Quintino di Spigno M.to del 991. Pare che solo successivamente a tale data, e per motivi di sicurezza, gli strevesi si siano arroccati nel Borgo Superiore, costruendovi  il castello.

Come emerge dagli studi risalenti al 400, la comunità in quel periodo viveva prevalentemente all'interno delle mura ed era governata dal Castellano e da tre consiglieri. La storia trascorre, poi, più o meno anonima fino al 1779, in epoca napoleonica, quando gli strevesi insorsero contro i francesi, conquistando temporaneamente la città di Acqui  Terme e prendondo in ostaggio il Vescovo.

Oggi, il comune di Strevi, che ha recentemente ottenuto la candidatura per l'inserimento da parte dell'Unesco tra i territori di pregio mondiale, mette a disposizione dei visitatori il castello che, dopo aver subito nel corso dei secoli alcune modifiche strutturali, racchiude ancora il grande scalone e l'imponente camino dei conti Valperga. Degna di nota anche la chiesa parrocchiale, al cui interno si trova un'abside fatta costruire, in passato, come bastione difensivo. All'interno della chiesa, ristrutturata ed impreziosita dall'architetto Caschi e dal pittore Ivaldi di Ponzone detto "il muto", si può inoltre ammirare una stupenda riproduzione del San Michele Arcangelo di Guido Reni.